Fare la spesa v.s. fare acquisti consapevolmente

Hai mai riflettuto su quanto tempo investi nel fare la spesa?

Fare la spesa rappresenta una delle fasi fondamentali, se non addirittura le fondamenta, della propria dieta. Per questo motivo ritengo che, anziché parlare di “fare la spesa”, si possa piuttosto riferirsi all’acquistare consapevolmente. L’acquisto consapevole richiede tempo, è vero, ma solo le prime volte. Se si impara a conoscere le caratteristiche principali delle varie categorie di prodotti alimentari, si tratterà solo più di comparare tra loro diverse marche o semplicemente continuare a comperare il proprio prodotto di fiducia.

Innanzitutto, è calorosamente consigliato prediligere alimenti freschi, piuttosto che surgelati o congelati, sia per godere di migliori proprietà organolettiche (gusto, aspetto, sapore, odore) sia per il miglior apporto nutritivo ricavabile da essi, ma anche per una significativa differenza di costo dovuta al minor numero di trattamenti che il prodotto fresco subisce rispetto ad un alimento precotto, surgelato o congelato.

Poi, appare necessaria ed indispensabile una lettura quanto più efficace dell’etichetta che si trova posta sul prodotto: essa contiene le informazioni salienti (obbligatorie secondo il Reg. CE 1169/2011), ed eventualmente anche quelle accessorie (i cosiddetti “claims”), che sono atte a rendere il consumatore sufficientemente consapevole sulle caratteristiche principali del prodotto da poter prendere autonomamente la scelta migliore per il suo nutrirsi quotidiano.

Nello specifico l’etichettatura deve comprendere le seguenti indicazioni:

– Denominazione del prodotto Elenco degli ingredienti;

– Paese d’origine e luogo di provenienza Nome o ragione sociale;

– Dichiarazione nutrizionale Allergeni*;

– Condizioni di conservazione ed uso Durabilità del prodotto;

*Allergeni: regolamentati dall’allegato II del Reg.CE 1169/2011. Essi comprendono 14 allergeni e, nell’elenco degli ingredienti presente nell’etichetta del prodotto alimentare, devono essere chiaramente distinguibili dagli altri ingredienti (ad es. in grassetto).

L’acquisto consapevole è reso accessibile a tutti tramite l’analisi delle etichette e l’ampia gamma di prodotti offerta in tutti i supermercati, mercati e discount.

Se ancora non hai iniziato a monitorare le tue abitudini alimentari, o a maggior ragione se segui uno specifico piano alimentare, parti in ogni caso dall’acquisto consapevole (e piacevole) per ottenere il meglio tra le offerte sul mercato, investendo il “giusto” tempo e trovando il miglior compromesso tra qualità e prezzo.

Michela Ferro

Ready to Eat

Pensi mai a tutte le trasformazioni che un alimento subisce prima che esso venga distribuito e venduto nei supermercati? Prima che si vada a comprarlo al banco del mercato oppure mentre lo si cucina e poi mentre lo si mangia?

Tutto ciò che ingeriamo, per definizione, costituisce un alimento, incluse le bevande e le gomme da masticare. Ma quanta eterogeneità e biodiversità esiste tra i vari alimenti? Quali origini, processi di lavorazione, tipologie di cottura, di conservazione e modalità di impiego li contraddistinguono?

Spesso, e in alcuni casi anche sempre, si sceglie di acquistare i cosiddetti prodotti Ready-to-Eat (RTE o di quarta categoria), ovvero i prodotti pronti al consumo: essi comprendono tutti gli alimenti che al momento della vendita risultano già commestibili, senza necessitare quindi di ulteriori lavorazioni o processi di cottura. Ad esempio, sono prodotti RTE le insalate pronte già lavate, le barrette di cereali, gli affettati del banco frigo e i sottaceti: pochi esempi rispetto alla vastissima ed eterogenea gamma di alimenti che fanno parte di questa categoria. Il consumo di questa categoria di cibo presenta un trend in costante aumento, a partire già dagli ultimi decenni, soprattutto grazie all’acquisizione di vantaggio sul fattore tempo e sul fattore energia (grazie al consumo diretto non si “perdono” tempo ed energia nella preparazione dei pasti).

L’aspetto negativo, però, è che più il prodotto viene lavorato e risulta quindi adatto al diretto consumo, più fasi di produzione esso subisce per arrivare ad assumere l’aspetto ed il gusto finale desiderati. Questo comporta un aumento del rischio, vale a dire una maggiore probabilità che si manifestino pericoli intrinseci e caratteristici delle varie fasi di coltivazione/allevamento, preparazione, cottura e conservazione. Ogni fase del ciclo produttivo può presentare più o meno pericoli che possono, ad esempio, creare un terreno adatto alla crescita di microrganismi patogeni, responsabili dello sviluppo di malattie a trasmissione alimentare (MTA), come il botulismo alimentare o la listeriosi.

Occorre dunque porre particolare attenzione a ciò che si seleziona e si acquista: siamo sicuri che a cuocere una materia prima fresca ci si impieghi molto più tempo rispetto a comprarla già pronta? Vale la pena ingerire un elevato numero di conservanti ed additivi chimici per risparmiare tempo? Quanto si contribuisce all’inquinamento ambientale acquistando prodotti RTE che necessitano di imballaggi ed involucri specifici, i quali tendenzialmente risultano essere difficili da smaltire?

Il mio consiglio è:

Prova a lasciarti coinvolgere nella scelta delle materie prime e dei prodotti che devi acquistare al supermercato, al mercato o nei negozi di alimentari: osserva i colori, annusa gli odori e i profumi, senti i rumori (scricchiolio del pane fresco) e tasta la consistenza ove possibile. Immagina poi possibili accostamenti, sfruttando la creatività e i ricordi piacevoli d’infanzia (tutti noi conserviamo il ricordo di almeno un paio di pietanze che ci riportano indietro, in qualche casa o da qualcuno che ce li preparava). Prediligi infine materie prime fresche, prestando attenzione alla freschezza e alla loro provenienza e rispettando il più possibile la stagionalità.

Michela Ferro

CIBO, CORPO E VITA

Il cibo, che si voglia o meno, è parte essenziale della nostra vita, il carburante con cui riempiamo quotidianamente il nostro serbatoio, grazie al quale riusciamo a compiere ogni singolo gesto motorio: dal camminare al parlare, dal dormire al pensare, fino al compimento di impercettibili ma essenziali azioni per il nostro vivere, come battere le ciglia o inspirare ed espirare l’aria.

Mangiare non significa semplicemente deglutire, digerire ed assorbire macro e micronutrienti introdotti con la dieta, bensì si tratta di un processo fine ed allo stesso tempo estremamente complesso che vede il funzionamento simultaneo, coordinato ed interdipendente di tutti i sistemi ed apparati del nostro organismo, i quali necessitano per il loro funzionamento di energia, la quale viene per l’appunto ricavata dalla demolizione del cibo, ovvero di tutti gli alimenti ingeriti.

Secondo il regolamento CE n 178/02, per “alimento” si intende qualsiasi sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato ad essere ingerito, o di cui si prevede ragionevolmente che possa essere ingerito, da esseri umani.

Ogni alimento dunque, compresi gli integratori, i farmaci, le bevande e l’acqua, subisce il processo di digestione, grazie al quale tramite una serie di reazioni chimiche è possibile destinare i nutrienti ricavati dalla demolizione delle sostanze alimentari sia per una funzione prettamente energetica che per un ruolo di riserva o di costituzione di tessuti e membrane del nostro corpo.

Tenendo in considerazione solamente questo breve incipit, mangiare, di per sé, non sembrerebbe costituire un evento caratterizzato da grandi difficoltà; anzi, dovrebbe rappresentare una delle attività più semplici tra quelle alla base del nostro vivere, che si verifica più volte nell’arco di una stessa giornata.  

Ma, a dir la verità, non è così.

Il cibo e l’azione del mangiare, soprattutto negli ultimi decenni, sono stati “contaminanti” dal nostro stile di vita sempre più frenetico ed ambizioso. Pretendiamo di compiere pasti che siano veloci da preparare, ma allo stesso tempo gustosi e sempre diversi, ricercando via a via gusti sempre più raffinati e complessi, uniti da accostamenti rari e travolti dalla creatività.

I turni di lavoro stressanti e le giornate di studio interminabili e faticose conducono spesso e volentieri all’adozione di un atteggiamento pigro o sbilanciato nei confronti del cibo e dell’alimentazione, ponendo a riguardo un livello di attenzione troppo scarso o troppo elevato.

Uno scarso interesse ed un conseguente ridotto dispendio di energia e tempo rispetto all’alimentazione comporta spesso una disinformazione o una mal informazione sull’argomento, spesso seguiti da un eccessivo consumo di prodotti definiti “ready-to-eat” ovvero già pronti al consumo al momento dell’acquisto, di prodotti fast-food o junk-food oppure, al contrario, di mal nutrizione (carenza nell’apporto calorico o nutritivo, o entrambi) o denutrizione. I due comportamenti estremi possono ugualmente portare a disturbi alimentari, con un’elevata probabilità di fungere da innesco o cofattore di sindromi metaboliche o altre patologie.

Invece, un’eccessiva attenzione rivolta alla dieta può provocare un focus sbilanciato e preponderante sul cibo rispetto a tutte le altre attività giornaliere o sporadiche che caratterizzano la nostra vita e condizionano il nostro organismo. Anche questo approccio può esser ritenuto pericoloso, in quanto potrebbe divenire deleterio per la psiche e per il giudizio personale ed esterno sulla propria fisicità e sul proprio aspetto estetico.

Non è facile trovare un equilibrio che metta d’accordo cibo sano con cibo buono, pasto veloce e poco costoso con pasto gustoso e vario, corpo in salute con corpo entro i canoni di bellezza imposti dalla società in cui viviamo, tradizione con innovazione e creatività, prodotti a km 0 e basso impatto ambientale con l’integrazione di alimenti intercontinentali.

Non è facile, ma è necessario, per il proprio bene, la propria salute e soprattutto il proprio corpo.

Non si tratta soltanto di estetica, ma principalmente di ben-essere: grazie ai nuovi mezzi tecnologici, alle ricerche medico-scientifiche, alla facilità nel reperire alimenti di ogni varietà e all’emergenza di sempre più figure professionali che accompagnano le persone nella scelta di una corretta alimentazione e di un sano stile di vita, tocca a noi scegliere la via più giusta che ci possa permettere di vivere il più a lungo possibile e nel migliore dei modi.

Ricorda:

– alimentati per vivere (felice) e non vivere per alimentarti

– concediti sporadici pasti “di sgarro”, per premiarti e per festeggiare in compagnia di amici e parenti

– prediligi nella vita di tutti i giorni alimenti grezzi piuttosto che pietanze notevolmente elaborate (la semplicità vince sempre!)

– acquista più materie prime (+) e meno junk-food (-)

– non disprezzare mail il tuo corpo, piuttosto amalo e cerca di rinforzare i tuoi punti deboli

– associa sempre una buona alimentazione all’attività fisica (necessaria!)

Michela Ferro