Claudio Lo Russo

Mi chiamo Claudio Lo Russo, ho ventiquattro anni e sono un musicista di Torino.Mi sono avvicinato a diversi strumenti musicali da piccolo, come la batteria, la chitarra, il pianoforte, e da allora cerco di imparare a suonarli tutti.Ho studiato percussioni classiche al conservatorio di Cuneo e ora studio batteria jazz al conservatorio di Torino.Nel 2016 ho formato con Stefano e Andrea il progetto musicale rock-elettronico “Atlante”, e dal 2017 suono la batteria per il cantautore torinese Daniele Celona.Insegno musica in una scuola e privatamente nel mio studio, nonché il mio ufficio di lavoro, la mia sala giochi, il mio parco divertimenti.

Che cos’è per te il corpo?

Per me il corpo è ciò che consente a un’idea di passare dallo stato primitivo alla sua realizzazione concreta.

La parola “corpo” non è da intendersi solo nella sua accezione comune (braccia, gambe, mani), ma come l’insieme di tutti quegli organi che ci permettono di comunicare con l’esterno. Nel mio caso, ad esempio, è l’udito il canale privilegiato attraverso cui percepisco il mondo. In generale, per un musicista il corpo rappresenta l’intermediario tra quello che si cerca di comunicare e quello che effettivamente si trasmette. Non sempre il risultato corrisponde a ciò che c’eravamo prefigurati in testa. Ma anche questo è importante, perché ci consente di cogliere i nostri limiti e quindi di lavorare per migliorarci. Credo inoltre che la rilassatezza per un musicista sia l’arma migliore; un corpo che vive costantemente in tensione, come spesso capita a me, è senza dubbio controproducente. Un corpo rilassato, al contrario, è in grado di affrontare e gestire meglio il movimento e la coordinazione.

Che significato ha per te il termine movimento?

Comincio col dire che non sono un grande sportivo. La mia attività motoria si limita al necessario per rimanere in salute fisica e mentale. A mio parere il movimento corporeo è anzitutto un potenziale strumento di emancipazione. Ballare, così come recitare o suonare uno strumento sono modi importanti per definirsi non solo agli occhi degli altri ma anche a noi stessi. Tramite le movenze di una persona si riesce a capire molto, spesso mi piace osservarle per provare a delineare meglio il profilo di chi mi trovo davanti. Siamo tutti in qualche modo unici nel movimento, e pur avendo molto in comune, si possono notare piccole, grandi differenze attitudinali che ci contraddistinguono. La movenza di una persona a volte è capace di comunicare più delle parole, ecco perché mi affascina.

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