Stefano Crotti

Oggi intervisto Stefano, che si presenta:

Stefano ha 24 anni, lavora come assegnista di ricerca al Politecnico di Torino. Nel tempo libero suona la chitarra, guarda film, cucina e, in tempi normali, vorrebbe giocare a pallavolo.

Che cos’è per te il corpo?
Quando qualcuno ti chiede come stai, la risposta giusta da dare sarebbe “Un secondo, chiedo al mio corpo e ti dico”. Sì perché Lui lo sa, lo sa molto meglio della tua mente.
Ultimamente ho capito che il corpo è una guida, è la cabina di monitoraggio delle emozioni e degli umori. Ascoltare cosa dice non è facile se uno non è abituato. Spesso il corpo dice cose scomode, cose di cui la mente si vergogna o per cui si sente in colpa, perché pensa che invece dovrebbe sentire qualcos’altro. Il corpo è un principino viziato che cambia idea in continuazione, eppure va assecondato, perché possiamo stare bene solo se Lui sta bene.
La testa si chiama “capo”, ma qui la lingua, mi dispiace, ha preso una cantonata: è il corpo a comandare, non la mente. La mente prova a ribellarsi, a prendere lei il controllo, ma lo sforzo è vano perché si sa, chi possiede l’oggetto del desiderio ha il controllo. E l’oggetto del desiderio, chiamala se vuoi felicità, in fin dei conti è dal corpo che andiamo a riscuoterlo. Almeno per me, per quanto ami i ragionamenti (è ben il mio lavoro), i momenti più belli della mia vita li ho sentiti non nella testa, ma nella pancia: nei corridoi di una residenza universitaria alle tre del mattino, intorno a un tavolo con due amici e una chitarra, in un bivacco sotto le stelle.

Che significato ha per te il termine movimento?
Per me il movimento è il mezzo per il cambiamento, quello che ti permette di non rimanere intrappolato nei soliti schemi. Se sei un pigro cronico come me, il movimento a volte è un ostacolo gigante, a volte è la soluzione per tirarsi fuori dalla noia. E’ un’occasione importante da non lasciarsi scappare, conviene approfittare dello slancio quando arriva. Intrigante poi è anche la questione dell’origine del movimento: perché cioè che si muove si muove? Chi ha iniziato a muovere per primo? C’entra qualcosa Dio, le leggi della fisica? Chi gliel’ha detto alla luce che il percorso più breve tra due punti nel vuoto è una linea retta? E ai pianeti che se si mettono a girare in tondo evitano di schizzare via nell’universo? Se trovate la risposta fatemi sapere così dividiamo la gloria (e la ricchezza).

Nota tecnica per nerd: ci avete mai pensato che la legge che regola il movimento stesso, il Principio di minima azione, si basa in realtà sulla continua ricerca di stazionarietà? A me questa cosa un po’ turba.

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